Due donne, nessun nome

“No” disse il gatto. ‘Le persone hanno dei nomi. Questo perché non sanno chi sono. Noi invece sappiamo chi siamo, quindi non abbiamo bisogno di nomi”.

Neil Gaiman

“Donna sconosciuta 1972”.
Sotto queste fredde parole fermate nel tempo da quella data giace un mistero. Nessuno sa, nessuno ricorda, molti sussurrano. E’ da mezze frasi dette sottovoce da alcuni anziani che dobbiamo aggrapparci per sperare di risolvere questo mistero.
Nel cimitero di Isola della Scala, provincia di Verona, da decenni riposano due donne la cui storia è avvolta da una accecante nebbia.

Come riportato da “L’Arena”, giornale di Verona e provincia, l’ufficiale di Stato Civile del comune, Silvia Bonfante, spiega che «in un canale posto in località Pisona, l’area posta a lato della Statale che arriva in paese da Verona, è stata trovata nei primi giorni dell’agosto del 1972 una donna senza testa». Proprio il fatto che non se ne potessero vedere i tratti del viso ha fatto sì che quel cadavere sia rimasto ufficialmente quello di «donna sconosciuta».

«Nei documenti non c’è altro», afferma la Signora Bonfante precisando anche la non certa data del seppellimento. «Dai registri del cimitero non risulta nulla, anche se, andando a verificare le altre date, abbiamo potuto desumere che l’inumazione è avvenuta fra il 26 settembre ed il 12 ottobre successivi al ritrovamento».
La salma non fu sepolta per varie settimane nella speranza di poter risalire ai suoi congiunti, speranza che sinora è rimasta vana.

Gli anni passano, e una flebile luce tentò di rischiarare l’oscurità attorno a questa donna.
L’Arena pubblicò un’articolo dal titolo : «Ha un nome la decapitata di Isola». Ma la debole luce non riuscì nel suo scopo tanto che nello stesso articolo si dice: «Restano i dubbi (e il pessimismo)». «Secondo indiscrezioni attendibili, la donna si chiamava Gabriella Sorak in Marcon e, all’epoca della morte, aveva 47 anni.
La Sorak è effettivamente sparita da casa, a Sanremo, dove viveva con un falegname e un’amica deforme della quale si prendeva cura da anni, nell’estate del ’72». Pur raccontando che «il riconoscimento (del cadavere, ndr), fatto dalla figlia della Sorak, ha destato parecchie perplessità», tanto che «le probabilità che il cadavere senza testa trovato ad Isola della Scala non sia quello della Sorak non superano il venti per cento».
Il mistero risulta ancora più scuro dato che per gli inquirenti la Sorak risultava essere espatriata nel 1972, l’anno della sua presunta morte, in Portogallo.

Ma nel cimitero di Isola della Scala è sepolta anche un’altra donna senza nome, di cui si sa ancora meno, poco distante dalla tomba della prima sconosciuta. Non si sa nemmeno se si sia trattato di omicidio, di un incidente o di un suicidio. Il corpo di questa donna era stato ritrovato in località Falceri nel 1979 e l’unico documento a riguardo è l’autorizzazione alla sepoltura, concessa dal locale magistrato dopo aver rinunciato all’identificazione del cadavere.

Ma per le stessi voci sussurranti, qualcuno sapeva. Per molti anni, come testimoniato anche dal custode del camposanto Franco Bonfante, uno o più sconosciuti portavano sue entrambe le tombe dei fiori.
E’ bastato questo perchè la mente popolana costruisse delle storie su questo ignoto visitatore, dipingendolo a volte un gentiluomo benefattore, a volte un sadico carnefice.

“Donna sconosciuta 1972”. (Unknown woman 1972).
Beneath these cold words fixed in time from that year lies a mystery. No one knows, no one remembers, many are whispering. It is from half sentences spoken by a few old people that we must hold on to try to solve this mystery. In the cemetery of Isola della Scala, in the province of Verona, for decades there have been two women whose story is surrounded by a glowing fog.

As reported by ‘L’Arena’, the newspaper for Verona and its province, the town’s civil registrar, Silvia Bonfante, explains that “in a canal in the Pisona area, on the side of main road leading to the town from Verona, a headless woman was found in early August 1972.” The absence of facial features caused the corpse to be officially called the ‘unknown woman’.

“There is nothing else in the papers,” says Mrs Bonfante, also specifying the uncertain date of burial. “There is nothing in the cemetery registers, however, by checking the other dates, we could deduce that the burial took place between 26 September and 12 October after the body was found”. The body was not buried for several weeks in the hope of tracing his family, a hope that remained unfulfilled.

The years passed, and a feeble light tried to illuminate the darkness around this woman.
L’Arena published an article with the title: ‘Isola’s decapitated woman has a name’. But the feeble light did not succeed in its purpose so in the same article it says: ‘Doubts (and pessimism) remain’. “According to credible indiscretions, the woman’s name was Gabriella Sorak in Marcon and she was 47 years old at the time of her death.
Sorak actually disappeared from her home in Sanremo, where she lived with a carpenter and a deformed friend she had cared for for years, in the summer of ’72”. Although he reports that ‘the identification (of the body, ed.), made by Sorak’s daughter, has generated a lot of doubts’, so many that ‘… the probability that the headless body found in Isola della Scala is not the body of Sorak is not more than 20 per cent’.
The mystery is even darker since the investigators believe that Sorak had expatriated to Portugal in 1972, the year of her presumed death.

But in the Isola della Scala cemetery there is also another unnamed woman buried, about whom even less is known, not far from the tomb of the first unknown. It is not clear even if this was a murder, an accident or a suicide. The body of this woman was found in the Falceri area in 1979 and the only document about it is the authorisation for burial, granted by the local magistrate after he had given up identifying the body.

But for the same whispering voices, someone knew. For many years, as the graveyard keeper Franco Bonfante witnesses, one or more strangers brought flowers to both graves.
This was enough for the popular mind to build up stories about this mystery visitor, sometimes portraying him as a gentleman benefactor, sometimes as a sadistic murderer.