Se non ricordi che l’amore t’abbia mai fatto commettere la più piccola follia, allora non hai amato.”

William Shakespeare



Nella foto potete vedere il famoso dipinto del 1877 di Francisco Pradilla Ortiz, che ricostruisce una bizzarra vicenda storica avvenuta qualche secolo prima, all’inizio del ‘500: si tratta del lungo corteo funebre che Giovanna “la Pazza” riservò al corpo del defunto marito Filippo d’Asburgo “il Bello”, morto nel 1506 quasi certamente in seguito ad una congestione alimentare.
La giovane vedova seguì il feretro in un pellegrinaggio durato oltre un anno, dalla certosa di Miraflores, in Burgos, fino alla cappella reale di Granada, passando tra città e villaggi.


Sembra che il corteo si spostasse solo di notte e facesse sosta esclusivamente in luoghi dove le donne non potessero avvicinarsi al sarcofago del principe, le cui chiavi erano tenute da Giovanna infilate in una sottile catena che portava sempre al collo.
Ma la gelosia, di cui pure la donna aveva in precedenza sofferto molto, stavolta non c’entra; si trattava invece di obbedienza alla rigida regola dei Certosini, che a seguito di un corteo funebre, proibiva i contatti femminili.

Ad ogni modo, e non c’è da stupirsi, questo singolare funerale contribuì notevolmente ad alimentare la leggenda della supposta pazzia di Giovanna.

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