Autoritratto con la Morte che suona il violino (1872 – olio su tela)
Self-Portrait with Death Playing the Fiddle (1872 – oil on canvas)
Arnold Böcklin (16 ottobre 1827 – 16 gennaio 1901)



Opera di forte impatto emotivo ove l’autore approfondisce la sua visione sulla morte, tematica che aveva tinto con le sue ombre la sua intera produzione pittorica (pensiamo alle varie versioni dell’Isola dei morti, alle Rovine sul mare, alle Erinni, o ancora alle Mura cittadine con patibolo) ma anche la stessa tradizione della raffigurazione di danze macabre.
In primo piano è raffigurato ovviamente Arnold Böcklin, dai capelli bruni e scarmigliati, mentre osserva la sua immagine riflettersi sullo specchio: ha in mano gli strumenti del lavoro. Il capo leggermente voltato, il collo torto, lo sguardo sagace, scrutatore e al contempo sgomento sono tutte spie che comunicano all’osservatore l’imminenza di un evento misterioso e imprevedibile.
Dietro Böcklin, infatti, una sconvolgente presenza sorprende l’osservatore: si tratta nientedimeno della Morte, qui personificata com’è tradizione da uno scheletro, in riferimento alla consunzione delle carni alla quale il corpo di ogni essere umano tende inesorabilmente. Böcklin reinventa genialmente le codificazioni estetiche del memento mori.

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