“I sogni sono una breve pazzia, e la pazzia un lungo sogno.”
Dreams are one short madness, and madness a long dream.

Arthur Schopenhauer

Qua si trovano sepolti più di 4000 pazzi e assassini, una cappella in rovina, e tombe ormai divorate dalla natura.
Il vecchio cimitero dei pazzi di Praga è ormai abbandonato da mezzo secolo, tuttavia la sua reputazione di luogo “maledetto” lo rende sempre meta di molti turisti.

More than 4000 madmen and murderers are buried here, a ruined chapel and graves now devoured by nature.
Prague’s old madmen’s cemetery has been abandoned for half a century, but its reputation as a “cursed” place always makes it a destination for many tourists.

Inaugurato nel 1906, il cimitero di Bohnice fu designato come l’ultimo luogo di riposo per malati di mente ricoverati in manicomio. Secondo i registri, la prima persona sepolta qui fu un ragazzo di undici anni. Nel 1913 il manicomio contava quasi 2.000 pazienti. L’unica lapide completamente conservata nel cimitero fu eretta in quel periodo. Appartiene a Maria Tuma, morta nel 1912 all’età di 29 anni a causa di un “declino cerebrale” – una malattia mentale non specificata. All’epoca le diagnosi erano molto “teoriche” e le cure di conseguenza sperimentali. Comprendevano l’elettroshock, dosi di sedativi, idroterapia, bagni caldi e freddi. Molti medici erano convinti che i disturbi mentali potessero avere cause fisiche e che le disfunzioni neurali potessero quindi essere trattate con stimoli esterni. Se i pazienti non si calmavano, venivano legati con camicie di forza o messi in isolamento – tipicamente in una piccola stanza con nient’altro che pareti spoglie e un letto. I medici curavano la sifilide allo stadio avanzato facendo trasfusioni ai pazienti di sangue infetto da malaria. Questo provocava febbre elevata e a volte uccideva i batteri, ma con effetti collaterali molto spiacevoli. Questa terapia veniva utilizzata anche in casi di depressione o schizofrenia, dove era palesemente inutile. Se i pazienti morivano, i loro corpi venivano sepolti nel cimitero da altri pazienti.

Opened in 1906, the Bohnice Cemetery was designated as the last sanatorium for the mentally insane. According to records, the first person buried here was an 11-year-old boy. In 1913, the asylum had nearly 2,000 patients. The only tombstone completely preserved in the cemetery was erected that period. It belongs to Maria Tuma, who died in 1912 at the age of 29 due to “brain decline” – an unspecified mental illness. At that time the diagnoses were very “theoretical” and the treatments consequently experimental. They included electroshock, drugs and hydrotherapy, hot and cold baths. Many doctors believed that mental disorders could have physical causes and that neural dysfunctions could be treated with external stimulation. If patients did not calm down, they would be tied up in straitjackets or put into isolation – typically in a small room with only walls and a bed. Doctors treated syphilis at an advanced stage by giving patients transfusions of malaria-infected blood. This caused high fever and sometimes killed the bacteria, but with very unpleasant side effects. This therapy was also used in cases of depression or schizophrenia, where it was clearly unnecessary. If patients died, their bodies were buried in the cemetery by other patients.

Negli anni Ottanta il cimitero fu un luogo di riti satanici segreti immortalati in foto-trappole installate dai custodi. Anche la gente comune è stata attratta dal cimitero. Le croci sono state rubate e vendute per il ferro; le pietre tombali sono state prese e incorporate in scale o sentieri di case private. Inoltre, il cimitero si è lentamente trasformato in un deposito di cianfrusaglie.

In the eighties the cemetery was a place of secret satanic rites captured in photo-traps installed by the guards. Even ordinary people were attracted to the cemetery. Crosses were stolen and sold for iron; tombstones were taken and incorporated into stairs or paths of private houses. In addition, the cemetery has slowly turned into a rubbish dump.