“Nostra è la maledizione, e ancora siamo maledetti, come lo siamo sempre stati, e così saremo tutti spinti verso la morte, conoscendo poco o nulla, e quel poco, e quel nulla, conoscendolo male.”

Philip K.Dick

Augustus St. Gaudens, uno scultore americano della fine del 1800, nel corso della sua vita scolpì alcune delle opere più famose in America, tra cui alcune statue di bronzo dedicate agli eroi americani e statisti come Lincoln e Sherman.
Una delle sue più famose creazioni è stato il memoriale per Marian Adams, moglie di Henry Adams, scrittore e storico statunitense. Marian, chiamata “Clover” dai suoi amici, era caduta in una depressione profonda dopo la morte di suo padre e nel dicembre del 1885 si suicidò bevendo potassio.
Henry Adams, immerso nella sua disperazione e alla ricerca di qualcosa che potesse aiutarlo a uscirne, decise di partire per il Giappone, nel giugno 1886, accompagnato da un amico, l’artista John La Farge. Quando tornò dal suo viaggio, decise di sostituire la semplice lapide che aveva ordinato per la sua amata “Clover” al Rock Creek Cemetery di Washington con un memoriale più elaborato.

Augustus St. Gaudens, an American sculptor from the late 1800s, during his life sculpted some of the most famous works in America, including some bronze statues dedicated to American heroes and statesmen such as Lincoln and Sherman.
One of his most popular creations was the memorial for Marian Adams, wife of Henry Adams, writer and historian. Marian, known as ” Clover” by her friends, had fallen into a deep depression after father’s dead and in December 1885 committed suicide by drinking potassium.
Henry Adams, desperate and looking for something to help him out of it, decided to leave for Japan in June 1886, together with a friend, the artist John La Farge. When he returned from his trip, he decided to replace the simple plaque he had ordered for his beloved “Clover” at Rock Creek Cemetery in Washington with a more elaborate memorial.

Conoscendo bene la fama di August St. Gaudens, e avendo già visto molte delle sue opere, gli chiese di creare qualcosa di speciale. Augustus si mise all’opera. Ci lavorò per ben 4 anni, ma l’opera che riuscì a produrre venne definita uno dei più potenti ed espressivi pezzi della storia dell’arte americana.
Venne collocata nel cimitero nel 1891 e, dal momento che Adams non le diede mai un nome, venne conosciuta con il nome di “Adams Memorial” e successivamente con il nome più popolare di “dolore”
Henry Adams era un uomo riservato, e si rifiutò sempre di parlare del suicidio della moglie e della statua che le aveva fatto costruire. Questo, unito al nome con cui la statua veniva normalmente chiamata, contribuì a creare attorno alla statua un alone di mistero.
La tomba, per il suo essere così enigmatica e affascinante, divenne ben presto così famosa da essere ben presto copiata da uno scultore di nome Eduard L. A. Pausch, che nei primi anni del 1900 creò una copia non autorizzata della statua originale.
Ed è qui che inizia la storia della famigerata “Black Aggie“.
Pausch realizzò la sua copia di “dolore”, e la fece così bella che nel 1905 il generale Felix Agnus l’acquistò per la sua tomba di famiglia al cimitero di Druid Ridge, forse proprio dopo averla ammirata sulla tomba di Marian Adams.

Knowing August St. Gaudens’ fame well, and having already seen many of his works, he asked him to create something special. Augustus set to work. He worked on it for 4 years, but the work he was able to create was described as one of the most powerful and expressive pieces in American art history.
It was placed in the cemetery in 1891 and, since Adams never gave it a name, it was known as “Adams Memorial” and later as the most popular name of “pain”.
Henry Adams was a quiet man, and he always refused to talk about his wife’s suicide and the statue he had built for her. This, together with the name by which the statue was normally called, also contributed to creating a halo of mystery around the sculpture.
The tomb, for its being so enigmatic and fascinating, soon became so famous that it was soon reproduced by a sculptor named Eduard L. A. Pausch, who in the early 1900s created an unauthorized copy of the original statue.
And this is where the story of the infamous “Black Aggie” begins.
Pausch made his copy of
“Pain”, and made it so stunning that in 1905 General Felix Agnus bought it for his family memorial at the Druid Ridge cemetery, perhaps after he had admired it on the tomb of Marian Adams.

La prima persona che venne sepolta nella tomba di Agnus fu la madre del generale.La moglie del generale, Annie, morì nel 1922 e nel 1925, Felix la seguì. Furono sepolti anche loro ai piedi di “Aggie” … e così nacque la leggenda di Black Aggie: se infatti di giorno la statua sembrava del tutto normale, di notte i suoi occhi brillavano di rosso. Gli strani avvenimenti vennero trattati perfino dal giornale locale, e tutti si chiedevano cosa ci fosse di vero nella leggenda di Black Aggie. Si diceva che in certe notti i morti uscissero dalle loro tombe per radunarsi intorno alla statua, e che le persone colpite dal suo sguardo rimanessero cieche. La statua sembrava colpire anche le donne incinta: quando queste calpestavano l’ombra di Black Aggie, di lì a poco abortivano, e il loro feto nasceva cieco.
Nel 1967 la famiglia Agnus donò Black Aggie alla mithsonian Institution. Oggi rimane un piedistallo vuoto.

The first person to be buried in Agnus’ tomb was the general’s mother, Annie, who died in 1922 and Felix followed her in 1925. They too were buried at the feet of “Aggie” … and so the legend of Black Aggie was born: if during the day the statue looked completely normal, at night its eyes glowed red. The strange events was even covered in the local newspaper, and everyone wondered what was true about the legend of Black Aggie. It was said that on some nights the dead would come out of their graves to gather around the statue, and the people struck by its eyes would remain blind. The statue also seemed to strike pregnant women: when they walked on the shadow of Black Aggie, they soon aborted, and their fetus was born blind.
In 1967 the Agnus family donated Black Aggie to the Mithsonian Institution. Today it remains an empty stand.