Le Lapidi Raccontano,  Storytelling

Il Sogno della Morte

Percorrendo i vialetti del cimitero di Milano, non si può non rimanere attratti dalla tomba della famiglia Casati, dove Isabella Airoldi Casati Brioschi (1865-1889) è rappresentata adagiata sul letto di morte, ritratta come una bella addormentata con una croce sul petto.

Gli ultimi istanti della giovane Isabella, sposa di Gianluigi Casati morta di parto a soli 24 anni, vengono modellati dallo scultore, Enrico Butti, con la sottile coscienza della bellezza recisa nel fiore degli anni. Il busto è appena sollevato sui morbidi cuscini dove è appoggiata la testa con la disciolta capigliatura, che sembra esprimere ancora, nel suo ondeggiante moto, un estremo palpito di vita. Il volto bellissimo è assopito nell’ultimo sonno mortale, il piccolo seno viene lasciato scoperto dal lenzuolo, che si allunga sul corpo immobile in morbide pieghe e su cui si posano le braccia inerti.
La scultura in bronzo, nota come “Il Sogno della Morte”, venne realizzata nel 1890 e il Butti, maestro dell’accademia di Brera, realizzò un’opera che oscillava tra sacro (presenza del crocifisso sul seno nudo) e profano (molto criticata la scelta del nudo all’epoca).
Ma non è tutto, l’opera destò un certo scalpore, in quanto presentava e incarnava un’idea nuova della morte, vista come un sogno.