IL PAESE FANTASMA ALLE SPALLE DI BAGNI DI LUCCA

Paese abbandonato situato a 579 metri sul livello del mare e distante circa dieci chilometri da Bagni di Lucca, Bugnano costituiva uno dei tre nuclei abitati, insieme a Lugnano e Riolo, appartenenti alla località collinare denominata Monti di Villa.
La storia di questo borgo è simile a quella di tante altre piccole comunità italiane: i primi documenti ufficiali attestanti l’esistenza di Bugnano sono alcune pergamene risalenti al 983 d.C.,anche se l’effettiva origine va, forse, fatta risalire all’epoca romana.


Composto da meno di quaranta case, il borgo abbandonato di Bugnano è raggiungibile attraverso un piccolo sentiero in mezzo al bosco che si snoda dalla strada asfaltata proveniente dall’abitato di Monti di Villa. Le case a più piani accolgono il visitatore che varca la soglia di quel mondo antico: dopo 30 anni di totale abbandono Bugnano si presenta come un non-luogo completamente divorato dalla natura, gli edifici stessi, estremamente sintomatici del territorio che li ha generati, sono continuamente minacciati dalle radici di alberi e piante che emergono dal terreno. Tutte le strutture in legno rimaste (porte, finestre, soffitti, controsoffitti, mobili, scale, coperture) presentano gravi danni recati maggiormente dagli animali e dall’umidità. Le strutture in ferro (recinzioni, ringhiere) sono per natura le più durature e, ruggine a parte, non presentano gravi danni strutturali.

Le stesse vie di comunicazione in terra battuta che collegavano Bugnano ai centri vicini sono diventate illeggibili. Della pavimentazione all’interno delle case resta poco: dei vari edifici ciò che resta “visitabile” è solitamente il piano terra, mentre i primi ed i secondi piani (per mancanza di scale, cedimenti strutturali, crolli) non sono più accessibili. Oltre ai diversi danni “naturali” imperversano i danni recati dall’uomo con il suo agire sconsiderato: muri imbrattati, scritte oscene e rifiuti disseminati un po’ ovunque. Al centro del paese si erge una piccola cappella che racchiude un affresco del Cristo in Croce ancora ben conversato.
La natura strategica e difensiva di questo luogo ha fatto si che fosse caratterizzato fin dagli inizi del I millennio d.C. dalla presenza di un edificio di tipologia castellana, che si può notare al limitare del borgo, con torri fortificate e di una chiesa, dedicata a San Donato e ubicata poco distante dall’abitato, raggiungibile attraverso un piccolo sentiero.

La decadenza del borgo ebbe inizio nel 1832, anno in cui fu definitivamente sconsacrata e chiusa la Chiesa, poiché già da allora iniziava a mostrare i primi segni di cedimento strutturali. Oggi l’edificio è divenuto pressoché invisibile, pesantemente inghiottito dalla natura circostante: crollato il tetto (realizzato in legno come la maggior parte delle coperture locali) di esso rimangono soltanto i muri perimetrali e la zona absidale.
Il processo di dismissione ebbe il suo apice nel secondo dopoguerra, con il boom economico italiano ad attirare giovani (e non) nelle grandi città in cerca di una condizione di vita migliore e terminò attorno al 1980.
Oggi Bugnano giace immota, inghiottita dal bosco e dai silenzi infiniti che questo luogo regala.