“La disperazione è un contabile. Vuol far tornare i conti. Niente le sfugge. Addiziona tutto. Non molla neppure i centesimi. Rimprovera a Dio i fulmini e i colpi di spillo. Vuole sapere come regolarsi con il destino. Ragiona, pesa e calcola.”

Victor Hugo

Frank Naramore era un famigerato adultero e ubriacone. Si beveva spesso il suo salario prima ancora di fare ritorno nella casa diroccata dove sua moglie, Elizabeth, e i suoi sei figli lo aspettavano in assoluta povertà.
Elizabeth chiese invano aiuto alla famiglia e agli amici. Alla fine, esasperata da quella situazione, si rivolse agli assistenti sociali e sanitari, supervisori dei poveri di Baldwinville, in Massachusetts. Quando visitarono la sua casa nel villaggio ormai defunto di Coldbrook Springs, l’organizzazione socio-sanitaria decise di mettere cinque dei sei bambini dei Naramore in case-famiglia, mentre Elizabeth e sua figlia di 6 mesi sarebbero state mandate in una misera casa nella città di Holden. Le dissero che sarebbero tornati nel giro di una settimana per attuare quel piano, non sapendo che sarebbe stato troppo tardi.
Il 21 marzo 1901, sconvolta di fronte alla prospettiva di perdere i suoi figli, e forse in preda ad una profonda depressione post-partum, Elizabeth portò i suoi bambini (Ethel Marion, 9 anni; Charles Edward, 7; Walter Craig, 6; Chester Irving, 4; Elizabeth, 3; e Lena Blanche, 6 mesi) uno per uno in cucina e li uccise a colpi di randello e di ascia. Dopodiché, cercò di uccidersi a sua volta, tagliandosi la gola e un’arteria della gamba, ma senza successo.
L’orribile crimine venne scoperto più tardi, quello stesso giorno, da un vicino, che era passato dai Naramore per lasciar loro alcuni generi alimentari.
Elizabeth Naramore confessò i suoi crimini al vicesceriffo Sylvester Bothwell e venne subito presa in custodia.
Al funerale dei bambini, presieduto dal reverendo Charles Talmage, quest’ultimo si scagliò contro Frank Naramore e contro la società in generale, responsabili di quella tragedia e di aver lasciato che una famiglia potesse vivere in condizioni di povertà simili.
Al processo, Elizabeth fu accusata solo dell’omicidio della figlia maggiore e venne giudicata non colpevole per infermità mentale. Dopo il processo, Frank Naramore scomparve nel dimenticatoio. Elizabeth fu internata in un ospedale psichiatrico statale, dove trascorse cinque anni prima di essere riconosciuta sana di mente ed essere rilasciata. Anche la sua figura, dopo il rilascio, sbiadì a poco a poco e si perse nel tempo.

Nel cimitero locale di Coldbrook Springs non esisteva una sezione per i poveri e nessuno si era fatto avanti per pagare una sepoltura nella chiesa battista, così i bambini Naramore erano stati sepolti al di fuori del Riverside Cemetery, nella vicina Barre. Le tombe rimasero senza lapidi e le uniche tracce che ne segnalavano la presenza erano le lievi rientranze nei punti in cui erano stati sepolti i bambini. Solo nel 2002, a séguito di alcune donazioni, venne eretta sul posto una lapide in granito.

Sulla lapide si legge:

“Elizabeth Ann Craig e Frank Naramore abitavano nella vicina Coldbrook, dove hanno cresciuto sei figli. Disperatamente povera e temendo la separazione della sua famiglia, Elizabeth uccise i suoi figli, il 21 marzo 1901. Tentò di togliersi la vita, ma non ci riuscì.
Nella sua orazione funebre per i bambini, il Ministro della Barre Congregational Church Charles Talmadge condannò l’atto, e diede la colpa all’incapacità di Frank Naramore di provvedere correttamente alla sua famiglia e al fallimento della comunità nel prevenire la tragedia.
Elizabeth Naramore venne processata per l’omicidio di sua figlia maggiore e venne riconosciuta non colpevole per infermità mentale. Fu consegnata al Manicomio di Stato di Worcester, e venne rilasciata cinque anni dopo. Sia Elizabeth che Frank Naramore scomparvero nella società, non se ne seppe più nulla.
Oggi, molte delle leggi del Commonwealth in materia di tutela dei bambini trovano la loro origine nel Caso Naramore.
Giugno 2002″

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