“Un villaggio artistico sorto sulle rovine di un borgo medioevale abbandonato, spicca su una sinuosa collina alle spalle di Sanremo dando un’immagine suggestiva ed irreale di sè…
Nel 1887 un violento terremoto colpì l’entroterra sanremese danneggiando gravemente Bussana: il paese fu abbandonato. Il borgo da allora non fu più abitato, sino all’insediamento della comunità di artisti, iniziato a partire dagli anni Sessanta, il paese è stato riportato alla vita da artisti provenienti da tutto il mondo, che vi hanno lavorato e tuttora vi svolgono la loro attività.”

Questa è l’introduzione che si può leggere su www.bussanavecchia.it, sito internet dedicato al paese recuperato e alle moltissime iniziative che vi vengono svolte.

La storia di Bussana, divenuta poi Bussana Vecchia, finisce il 23 Febbraio 1887, quando una violenta scossa di terremoto colpì la zona dove sorgeva il borgo medievale decretandone l’abbandono. Il castello, già in stato di abbandono e la chiesa dedicata a S. Maria delle Grazie, furono gli edifici maggiormente danneggiati dal sisma oltre alle povere case del paese.

L’origine di questo borgo viene fatta risalire al VII secolo, anche se pare che già durante l’epoca romana vi fosse presente un insediamento. Nel 1404 viene completata la prima chiesa in stile romano innalzata su un edificio precedente, nel 1652 , questa chiesa dedicata prima a S. Maria delle Grazie e poi a S. Egidio, viene completamente rivisitata e trasformata in chiesa barocca.
La vita della popolazione di Bussana ruotava intorno all’agricoltura, alla coltivazione di olivi e agrumi e all’allevamento. Il rischi sismico al quale ancora oggi è sottoposto il territorio sul quale sorse il borgo, iniziò a manifestarsi con terremoti di una certa rilevanza rispettivamente nel 1831, nel 1851 e nel 1854, fino al devastante terremoto del 1887.
Anche se gli abitanti del paese terremotato lottarono per recuperare le decrepite case, il comune decise di ricostruire interamente Bussana, ma più a valle e nel 1889 venne posta la prima pietra del municipio di Bussana Nuova. Nel 1894 i bussanesi abbandonano definitivamente il borgo originario che acquisisce il nome di “Bussana Vecchia”.

Dopo varie peripezie, solo alla fine degli anni ’50, l’artista torinese Mario Giani (in arte Clizia), dopo aver scoperto il luogo nel 1959, tenta di crearvi una colonia di artisti. Il progetto di Giani purtroppo fallsce, ma al suo fallimento segue il successo di Vanni Giuffre che insieme ad alcuni suoi amici crea il nuovo statuto di Bussana Vecchia: “Dato che i ruderi non sono più di proprietà di nessuno, chiunque voglia stabilirsi nel villaggio può scegliersi il proprio rudere e ristrutturarlo usando esclusivamente i materiali ancora presenti sul luogo. Si può usufruire di tale luogo per sole finalità artistiche, e quando si decide di abbandonare il villaggio, colui che subentra deve solo rifondere simbolicamente le spese effettuate per la ristrutturazione. In caso di abbandono per più di tre anni, il luogo ritorna alla comunità, che ne può stabilire la nuova assegnazione ad altri artisti. Inoltre non è consentito vendere le proprie opere o mettere in piedi atelier in questi luoghi”.
Dal 1959 ad oggi sono passati moltissimi anni, Bussana Vecchia da paese fantasma è diventata un luogo pregno di arte e cultura e meta ambita di moltissimi turisti che la visitano tutto l’anno. Per gli appassionati di abbandono, da visitare lo splendido rudere della chiesa di Sant’Egidio.