In molti giunti nel piccolo agglomerato di case di Godano, comune di Sesta Godano, si chiedono straniti, dopo aver visto i molti cartelli che indicavano la presenza di un castello, “dov’è il castello?”. “Il castello non c’è risponde” l’assessore alla cultura Davide Calabria e proprio questa sua assenza lo rende speciale. Del castrum di Godano restano solo pochi muri perimetrali, qualche tracciato e molte pietre, dissotterrate e messe in sicurezza con i finanziamenti dell’Unione Europea tramite la regione Liguria e con i cofinanziamenti del comune di Sesta Godano.

La storia di questa costruzione difensiva inizia con un atto notarile stipulato in San Lorenzo a Genova relativo alla concessione per lo sfruttamento della selva del Gottero da parte di detti Domini Godani – signori di Godano. Questo, unitamente ai dati archeologici e agli studi sulle murature, farebbe supporre che il castrum e l’arce Godani siano da riferirsi a una seconda fase d’incastellamento del territorio, conseguente alla demilitarizzazione del Castrum Martiis di Groppo scrive Davide Calabria.

Così come l’assenza di un vero e proprio castello ancora in piedi rende speciale questo luogo, così anche la sua fine è una particolarità, infatti questo luogo non fu interessato come spesso accade da eventi naturali causanti l’abbandono, ma la sua distruzione è stata sancita da un vero e proprio editto emanato da Sforzino Sforza conseguentemente ai nefandi crimini commessi in quel luogo dai Malaspina.

Il castello distrutto fu spogliato delle sue mura e utilizzato successivamente come punto di vedetta genovese, campo coltivato e “cimitero” per animali domestici e punto di vedetta per le truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale. Dopo la guerra, il sito rimase nuovamente abbandonato fino alla data del 5 Luglio 2015, giorno di riapertura al pubblico degli scavi archeologici.

Il percorso di visita del sito è sempre accessibile con illuminazione notturna fino alle 24:00, per far conoscere il Castello di Godano e valorizzare il territorio a cui appartiene, è stato attivato anche il Progetto Didattico “Un castello da raccontare: Godano tra Storia e Archeologia”.